Che cos’è un’emergenza? Come affrontarla all’interno di un’organizzazione? Chi è deputato ad occuparsene? È possibile prevenire un’emergenza?

Innanzitutto, in psicologia si parla di emergenza quando un individuo si trova a fronteggiare un evento inaspettato e imprevisto critico, che porta con sé un carattere di drammaticità. L’evento critico può essere costituito da qualsiasi situazione che genera nella persona una reazione di sconvolgimento, disperazione, disorientamento, sgomento, preoccupazione. Per tale motivo una situazione emergenziale rappresenta sempre un’intensa esperienza esistenziale.
Durante un’emergenza un individuo sperimenta una percezione di pericolo incombente, di minaccia, vi è inoltre una richiesta di attivazione rapida, le decisioni devono essere prese velocemente e si sperimenta la percezione di una sproporzione non attesa tra il bisogno (che è aumentato in intensità) e il potenziale di risposta attivabile dalle risorse disponibili.

La gestione dell’emergenza nelle organizzazioni è affidata alle squadre di emergenza aziendali (squadre antincendio e squadre di primo soccorso), coadiuvate da DDL, RSPP, ASPP e preposti. Tali squadre sebbene siano spesso ben formate sulla gestione delle emergenze da un punto di vista operativo ed anche sanitario, appaiono altresì sovente meno preparate per la gestione del carico umano e del fronteggiamento delle emozioni intense che si attivano in queste circostanze e che coinvolgono non solo le vittime primarie, ma anche le vittime secondarie (per esempio i testimoni dell’evento critico) e le vittime terziarie (per esempio gli stessi soccorritori).

La psicologia dell’emergenza, ossia la disciplina che studia il comportamento individuale, gruppale e comunitario in situazioni di crisi, prima durante e dopo il loro manifestarsi, può rappresentare una grande risorsa per colmare questa lacuna formativa all’interno delle organizzazioni.

Chi è lo psicologo dell’emergenza?

Lo psicologo dell’emergenza è, infatti, un professionista in grado di muoversi con versatilità dalla dimensione clinica a quella psicosociale ed organizzativa, integrando e adattando al tema degli eventi acuti i contributi trasversali delle diverse discipline psicologiche.

Nello specifico lo psicologo dell’emergenza potrebbe svolgere più funzioni all’interno delle organizzazioni.

  • Potrebbe entrare in campo nell’hic et nunc, ossia durante l’evento critico, al fine di fornire sostegno psicologico alle vittime primarie.
  • Potrebbe altresì agire per limitare e contenere le sequele a medio e lungo termine di un evento critico, che potrebbero impattare negativamente sul benessere dei lavoratori e dell’intera organizzazione.
  • Potrebbe aiutare le persone a dare ‘significazione’ a quanto avvenuto; a elaborare in modo condiviso il dolore; a normalizzare le reazioni da stress, che conducono a faticose difficoltà di adattamento sia dell’individuo sia dell’intera organizzazione.
  • Potrebbe infine ricoprire un ruolo importante nella prevenzione primaria, ossia prima che le emergenze si verifichino, nella formazione delle squadre di emergenza aziendali e dei singoli lavoratori, sviluppando le abilità necessarie per far fronte a possibili eventi critici, ma anche coadiuvando il DDL nella selezione degli stessi membri che compongono le squadre di emergenza.

Sarebbe, infatti, auspicabile che le persone ‘scelte’ per comporre le squadre di emergenza aziendale fossero adeguatamente selezionate anche da un punto di vista psicologico. Essi devono affrontare compiti molto complessi che, anche se inquadrati in precise procedure, richiedono un impegno personale intenso. Le persone che compongono le squadre di emergenza sono le prime che devono operare una valutazione/conferma del pericolo e che secondariamente devono essere in grado di affrontarlo. Devono pertanto possedere una buona resilienza, la capacità di lavorare in gruppo all’interno di un’organizzazione, la capacità di assumere un ruolo di leader e un buon senso di auto efficacia personale. Tali caratteristiche personali possono essere rafforzate e supportate attraverso una formazione ad hoc che preveda non sono l’acquisizione di conoscenze specifiche, ma anche esercitazioni pratiche.

Le squadre di emergenza dovrebbero sentire di avere la fiducia dell’organizzazione sia in termini di investimento formativo sia in termini di considerazione del ruolo ed essere supportate emotivamente dopo ogni intervento emergenziale, al fine di evitare che disagi apparentemente di piccola portata possano cronicizzarsi e di dare il segnale che l’organizzazione tiene al proprio personale di emergenza. Concludendo, si ritiene che una specifica e puntuale formazione sui contenuti della psicologia dell’emergenza all’interno delle organizzazioni possa rappresentare una svolta significativa nell’ottica di un miglioramento del benessere del singolo lavoratore e dell’intera comunità aziendale.