A cura di Manuela Rossini

Il lavoro influenza molti ambiti della nostra vita: ci garantisce uno stipendio, ma allo stesso tempo determina la nostra soddisfazione, l’autostima, la qualità della vita e la socialità. Incide su noi stessi, sulla nostra famiglia e sulle nostre relazioni. È fondamentale, dunque, per stare bene, fare attenzione al modo in cui viviamo la nostra vita lavorativa e allenare le capacità mentali per costruire intorno a noi un ambiente sano e positivo. Questo potrà aiutarci a raggiungere gli obiettivi a livello lavorativo.

Cos’è il quoziente emotivo?

Il quoziente intellettivo, ormai, non è più considerato affidabile: avere un punteggio alto non significa necessariamente che si avrà successo nella vita. Il fattore determinante, quello che è effettivamente più sviluppato nelle persone efficienti, è l’intelligenza emotiva.

L’intelligenza emotiva o quoziente emotivo è un aspetto dell’intelletto legato alla capacità di riconoscere, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri. Il saper distinguere tra sentimenti e sensazioni permette di utilizzare queste informazioni per guidare i pensieri e le azioni.

Il sistema limbico è la parte del cervello dove hanno sede le emozioni ed è la struttura più interna e primordiale; la stessa che riceve gli stimoli esterni e poi li invia alle aree superiori del nostro cervello, che entrano in gioco per attività più complesse. Ogni volta che il sistema limbico trasmette uno stimolo ad altre aree cerebrali, questo passa attraverso le stesse reti su cui transitano le nostre emozioni. Ogni stimolo porta quindi con sé un carico emotivo: il compito dell’intelligenza emotiva è gestirlo al meglio per permetterci di adattare le nostre azioni alle situazioni.

Secondo Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva rappresenta la capacità di riconoscere i propri sentimenti e quelli degli altri e di saper gestire le emozioni in modo efficace. Per lo psicologo alla base vi sono due grosse competenze[1]:

  • Una competenza personale, legata al modo in cui controlliamo noi stessi
  • Una competenza sociale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

Entrambe le competenze sono caratterizzate da abilità specifiche. In particolare, alla base della competenza personale troviamo la consapevolezza, la padronanza di sé e la motivazione; alla base della competenza sociale troviamo invece l’empatia e le abilità nelle relazioni interpersonali.

Come accrescere l’intelligenza emotiva

Possedere intelligenza emotiva significa, dunque, avere una maggior consapevolezza delle proprie emozioni e di conseguenza avere una maggiore conoscenza di sé stessi. Riuscire a gestire le proprie emozioni e percepire quelle degli altri, porta ad un miglioramento dell’ambiente lavorativo aumentando la produttività. Infatti, sempre più aziende cercano di inserire tra i propri leader, persone con grande intelligenza emotiva.

Non esiste, quindi, solo un quoziente di tipo cognitivo, ma ne esiste un’altro, di pari importanza, di tipo emotivo – relazionale, che ci consente di capire meglio noi stessi e di interagire in modo più efficace con gli altri. In questo senso è pertanto facile comprendere come per avere successo nella vita in genere e nell’attività professionale in particolare occorra disporre anche di un quoziente emotivo che ci consenta di essere competenti anche da un punto di vista relazionale.

I passi verso lo sviluppo dell’IE

È possibile individuare tre step da affrontare per accrescere la competenza Intelligenza Emotiva[2]:

  1. Conoscere sé stessi: è fondamentale saper riconoscere i sentimenti che si provano durante il giorno e dargli un nome preciso, provando a comprendere da quali avvenimenti sono dovuti. Prendere in considerazione i disagi fisici e capire se sono causati da alcune emozioni che si stanno provando. Non giudicarsi mai per le emozioni che si provano, anche per quelle più negative. Infine esercitarsi per trovare un modo per reagire ad esse.
  2. Sintonizzarsi con altre persone: questo significa essere mentalmente aperti a tutto. Saper ascoltare in modo proattivo considerando i punti di vista altrui. Accrescere la propria empatia, mettersi nei panni degli altri e cercare di essere d’aiuto. Cercare di leggere i segnali del corpo e tra le righe di una conversazione per capire a pieno lo stato emotivo dell’altro. Osservare l’effetto che si ha sugli altri e provare a migliorare il modo di porsi. Infine bisogna esercitare il modo di essere emotivamente onesto, sforzandosi di far trasparire al meglio il proprio stato d’animo, perché le persone lo riconoscano più facilmente.
  3. Usare concretamente l’intelligenza emotiva: cercare di capire dove si può migliorare, quali sono gli atteggiamenti da cambiare e quali da promuovere. Gestire lo stress giornaliero attraverso un’attenta analisi delle cause scatenanti. Infine bisogna avere un atteggiamento positivo di partenza su tutte le situazioni, senza peraltro mai prendersi troppo sul serio, sia sul lavoro che nella vita privata.

Chi agisce senza IE rischia di incombere nei seguenti errori[3]: non ascoltare l’altro, non essere completamente consapevole di ciò che sta accadendo, essere poco autonomo nello svolgere le attività, prendere decisioni impulsive e inadeguate, avere un atteggiamento reattivo e non proattivo. Mentre apprendere questa abilità può portare a[4]:

  • Essere più consapevoli dei propri sentimenti
  • Saperli controllare, evitando stress
  • Essere più flessibili e propensi al cambiamento
  • Essere più equilibrati, meno tendenti a tempeste emozionali 
  • Creare un ambiente lavorativo produttivo e efficiente
  • Sapere lavorare in team
  • Relazionarsi meglio con i nostri colleghi
  • Avere maggiore capacità di leadership
  • Riuscire a concentrarsi nel lavoro, escludendo le distrazioni

Qualsiasi lavoro, in quanto svolto da esseri umani, richiede capacità emozionali, in un contesto socio-economico complesso, competitivo e caratterizzato da continui cambiamenti come quello che stiamo vivendo oggi. Questa abilità è richiesta soprattutto nelle startup, dove sono presenti continui problemi da affrontare e risolvere, dove tutti devono essere flessibili e pronti a cambiare sempre prospettiva per affrontare le difficoltà del percorso. Ci deve essere una continua sete di conoscenza, un continuo miglioramento personale che porta beneficio al resto del team. L’IE può essere misurata, appresa e migliorata attraverso la formazione e la pratica.

Data l’importanza, PEOPLEwellBE ha sviluppato il progetto BEmyTALENT per tutti coloro che ogni giorno sperimentano quanto il “fattore umano”, le relazioni e le soft skills siano fondamentali nel raggiungimento degli obiettivi delle imprese. Il progetto ha come scopo quello di: sviluppare IE-Intelligenza Emotiva nei team di lavoro, mappare le IE skill valorizzando le skill padroneggiate, utilizzandole poi come base di partenza per comportamenti virtuosi, inoltre, sviluppare le IE-skill non sfruttate in modo completo per spingere al successo lavorativo. Attuando un progetto di questo genere si possono ottenere risultati che interessano vari ambiti del benessere lavorativo, come: un’elevata soddisfazione lavorativa e un alto attaccamento all’organizzazione, oltre che forte dedizione nei confronti della propria carriera professionale, comportamenti altruistici verso i colleghi e performance migliori sia individuali che nel team.

Qualsiasi lavoro, in quanto svolto da esseri umani, richiede capacità emozionali.  In un contesto socio-economico complesso, competitivo e caratterizzato da continui cambiamenti come quello che viviamo oggi, l’Intelligenza Emotiva, in quanto abilità, può essere misurata, appresa e migliorata attraverso la formazione e la pratica.

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Riferimenti:

[1] http://www.benessere.com/psicologia/intelligenza_emotiva/intelligenza.htm

[2] https://www.orienta-express.it/index.php/2019/04/29/intelligenza-emotiva-competenza-chiave-del-successo-personale-nel-lavoro/

[3] https://www.leadershipmanagementmagazine.com/articoli/intelligenza-emotiva-nelle-pmi-esempi-pratici-per-un-people-management-emotivamente-intelligente/

[4] https://www.start2impact.it/blog/lavoro/intelligenza-emotiva/

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