A cura di Manuela Rossini

DEFINIZIONE DI LEADERSHIP

Il termine leadership deriva dal verbo inglese to lead e significa guidare, condurre, dirigere. La leadership è considerata il singolo fattore maggiormente in grado di fare la differenza quando si deve lavorare in gruppo. In ambiti aziendali è importante tradurre questi concetti in: profitto, utili, ritorno sull’investimento ma anche assenteismo, turnover, reclami e incidenti. Il concetto di leadership ha avuto un evoluzione nel corso degli anni e ha assunto significati differenti[1]:

  • 1920: emerge un ruolo impressionante della volontà del leader nel provocare obbedienza, rispetto e lealtà nei subordinati
  • 1930: leadership come processo tramite il quale organizzare persone verso un obiettivo comune
  • 1940: la leadership è vista come l’abilità di persuadere, al di là di quanto permesso dal potere e del ruolo
  • 1950: si inizia a prestare attenzione al ruolo del gruppo che conferisce autorità al leader
  • 1960: leadership come capacità di influenzare il gruppo verso una meta condivisa
  • 1970: si sottolinea che l’influenza della leadership non è sempre la stessa su ogni persona
  • 1980: la leadership è la capacità di ispirare gli altri per portarli ad agire
  • 1990: enfasi sull’interazione tra il leader e i subordinati che vogliono cambiare qualcosa perché ci sono interessi comuni.

Le azioni del leader efficace

Nel mondo lavorativo, il leader è in grado di far raggiungere gli obiettivi di business e per farlo li definisce, li comunica in modo efficace ed è in grado di motivare i suoi collaboratori. In particolare, quattro sono le azioni che caratterizzano un leader:

  1. È in grado di migliorare il clima lavorativo: oggi il leder non è colui che dà ordini e resta in attesa dei risultati, ma colui che coordina le attività, definisce obiettivi, priorità, compiti e scadenze, lasciando che il team lavori in modo indipendente in un clima di fiducia reciproca. Il leader favorisce lo sviluppo delle persone: le risorse vengono ispirate dai manager che sono in grado di trasmettere, attraverso il proprio comportamento, la visione e la cultura aziendale. Quando questa è positiva, i collaboratori sono motivati e hanno fiducia in sé e nel lavoro che svolgono, perché percepiscono il supporto del leader e sono stimolati a contribuire al successo dell’intera organizzazione.
  2. Conosce le sue potenzialità e quelle del suo team di lavoro: una leadership efficace punta a raggiungere i traguardi aziendali, ma fa in modo che sia l’intero gruppo a contribuire ai risultati. Per fare tutto ciò è necessario incontrare ciascun membro del team per stabilire gli obiettivi individuali e fare in modo che siano allineati con quelli dell’organizzazione. Non si tratta di un compito semplice, perché presuppone una conoscenza profonda delle capacità individuali, le prospettive di carriera e le motivazioni che spingono ciascuno a dare il massimo sul lavoro. Quando il leader riesce a supportare ognuno nel raggiungimento degli obiettivi, sta contribuendo alla grandezza dell’azienda stessa.
  3. Ha un atteggiamento positivo: la leadership è la capacità di vedere il problema ed esserne la soluzione, anche correndo dei rischi. Nel mondo del lavoro ci sono momenti positivi e negativi, per questo è indispensabile la presenza di un leader carismatico che mantenga il controllo e sappia guardare avanti con il giusto ottimismo, per il bene dell’azienda. In situazioni di difficoltà il leader deve sapere gestire le emozioni negative. Mantenere alto il morale del team rientra tra i suoi compiti fondamentali, anche se a volte significa ammettere una sconfitta.
  4. È in grado di formare i futuri leader: in un’azienda un solo leader non basta, dovrebbero essere formate continuamente le persone per fare in modo che si assumano maggiori responsabilità e lavorino sullo sviluppo in prospettiva futura. La leadership comprende la capacità di selezionare talenti, ispirarli e lasciarli esprimere al meglio.

Gli stili di leadership in azienda

Ogni manager può avere uno stile personale e definire la strategia del gruppo di lavoro di conseguenza. Una ricerca pubblicata nel 2000 da Harvard Business Review ha raccolto alcuni tra gli stili di leadership più diffusi nelle aziende internazionali[2]:

  • Coercitivo: il leader pretende obbedienza immediata
  • Autorevole: il leader cerca di mobilitare i collaboratori verso una vision
  • Affiliativo: il leader crea armonia nel gruppo grazie al coinvolgimento emotivo
  • Democratico: il leader ottiene consensi rendendo i collaboratori partecipi delle decisioni
  • Battistrada: il leader si aspetta indipendenza ed eccellenza
  • Coaching: il leader che investe sullo sviluppo futuro delle proprie persone
  • Burocratico: il leader è attento al rispetto delle regole e delle gerarchie
  • Carismatico: il leader motiva, ispira e genera entusiasmo nel team
  • Collaborativo: il leader cerca di andare incontro ai bisogni del gruppo di lavoro
  • Transazionale: il leader si aspetta molto da se stesso e dagli altri

Promuovere un modello di leadership generativo

Negli ultimi anni, la psicologia del management e delle organizzazioni si è occupata di indagare l’attitudine generativa all’interno delle organizzazioni, osservando il modo in cui le aziende promuovono relazioni di tipo generativo per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Il Il recente funzionamento organizzativo delle aziende abbandona la classica visione dell’organizzazione come deterministica, caratterizzata da una relazione lineare tra le variabili e da risultati aziendali standardizzabili. Richiede. infatti, la presenza di un modello di leadership innovativo, in cui il ruolo organizzativo non è ricoperto da una persona che esercita la propria autorità sugli altri, imponendo la propria visione individuale. Il nuovo modello di leadership promuove e facilita l’evoluzione di comportamenti d’interazione attraverso la creazione di condizioni per l’autorganizzazione degli individui e la generazione di contesti che favoriscano interconnessioni e scambi reciproci. La nuova figura del leader “generativo” valorizza ogni componente del proprio team di lavoro attraverso un focus sul “care”, migliorando l’efficacia relazionale e promuovendo l’autonomia decisionale dei propri collaboratori[3].

In linea con quanto detto, il team di PEOPLEwellBe ha sviluppato il progetto Leader si nasce & si diventa con l’obiettivo di raggiungere: una leadership riconosciuta ed efficace, relazioni positive e minori conflitti con il team e i colleghi, migliori performance individuali e di team e infine maggiore soddisfazione lavorativa. Si tratta di un progetto articolato in quattro fasi:

  1. Meet: primo incontro di conoscenza dell’organizzazione aziendale, definizione e condivisione degli obiettivi e dei risultati attesi
  2. Map: fase in cui sono valutate le competenze possedute dai leader dell’organizzazione
  3. Develop: fase centrale in cui sono potenziate le competenze attraverso masterclass, laboratori esperienziali, potenziamento individuale.
  4. Re-test: sistema di validazione test-retest e verifica delle competenze acquisite e/o in progress, ottenuto attraverso le fasi di Map e Develop
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[1] https://studiosanavio.net/leadership

[2] https://blog.insideout-training.it/leadership-significato-in-4-definizioni

[3] http://hdl.handle.net/10807/112602

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