di Manuela Rossini

in collaborazione con Raffaele Landolfi e Stella Bonato

 

Ti è mai capitato di trovarti in situazioni nelle quali non sapevi esattamente come comportarti a causa del timore di ferire un’altra persona? Oppure in situazioni nelle quali non ti sei sentito/a in grado di esprimere ciò che desideravi realmente?

Probabilmente mentre vivevi queste esperienze pensavi che il contenuto del messaggio che avresti voluto esprimere non sarebbe stato adatto al contesto in cui ti trovavi. In realtà, uno degli aspetti maggiormente influenti in una conversazione non è tanto il contenuto del messaggio ma la modalità con cui ci si approccia all’altro, ovvero la prosodia dei messaggi unitamente al loro contenuto (contenuto e forma sono diversi). Il modo migliore per portare avanti una conversazione e, dunque, le relazioni sociali, è l’assertività.

Ma che cos’è l’assertività?

La parola “assertività” deriva dal latino asserere, e significa “asserire” o “affermare sé stessi”. Essa indica la capacità di esprimere i propri sentimenti e stati d’animo, di scegliere come comportarsi in una determinata situazione, di esprimere serenamente un’opinione di disaccordo e portare avanti le proprie idee rispettando contemporaneamente quelle degli altri.

Gli stili di comunicazione

L’assertività si pone lungo un continuum in cui da un lato troviamo comunicazioni e comportamenti passivi, mentre dall’altro troviamo comunicazioni e comportamenti aggressivi.

  • Lo stile passivo è tipico di quelle persone che utilizzano un tono sottomesso e tendono ad inibire le proprie emozioni per superare la tensione e l’imbarazzo. Per queste persone dire “no” è molto difficile, per questo motivo possono avere scoppi di aggressività non proporzionati alla situazione (la classica goccia che fa traboccare il vaso). Questi scoppi di aggressività sono mossi da un’emozione fortissima per cui, se la persona viene punita, può portare ad una maggior passività successiva.
  • Lo stile aggressivo invece è tipico di quelle persone che sono particolarmente proiettate a soddisfare i propri obiettivi e, comportandosi in modo aggressivo, si sentono facilmente vincenti. Queste persone si impongono continuamente nella conversazione lasciando all’interlocutore poco spazio per intervenire e ammettono raramente di aver torto.
  • Al centro del continuum si trova l’assertività, ossia quello stile che permette di trovarsi in una posizione equilibrata e, quindi, migliore anche nei rapporti sociali.

La persona assertiva non slitta né in comportamenti passivi né in comportamenti aggressivi, ma riesce ad esprimente onestamente i propri bisogni e pensieri senza prevaricare sugli altri. L’assertivo è colui che riesce a esprimere il suo vero sé, ma in modo adeguato alla circostanza e, conseguentemente, in modo accettabile. La comunicazione assertiva è quindi un modo di comunicare che non risulta in contrapposizione verso l’altro, bensì attivo e propositivo.

Riuscire ad esprimere agli altri le nostre emozioni ed opinioni con assertività procura dei notevoli vantaggi, soprattutto in contesti professionali. Infatti, riuscire a motivare senza aggressività né passività un nostro punto di vista ci consente di migliorare i rapporti interpersonali e di conseguenza il clima lavorativo.

Ma assertivi si nasce o si diventa?

Nonostante i vantaggi della comunicazione assertiva siano chiari ed evidenti, altrettanto non si può dire della capacità di mettere in pratica quest’abilità. Essa infatti, per essere sviluppata, necessita di impegno e della guida di figure esperte.

A questo proposito nasce ENJOY TEAM, una masterclass di upskilling rivolta a persone che lavorano in gruppo al fine di raggiungere un obiettivo comune. Attraverso un percorso guidato da psicologi esperti, mira ad influenzare in maniera positiva il benessere di chi lavora e la performance lavorativa personale e aziendale.

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