a cura di Manuela Rossini

Ogni sistema famiglia nel corso della propria esistenza, e in particolare durante e dopo questo periodo di emergenza, va incontro a mutamenti e a transizioni, intesi come situazioni di stress psicosociale, che rendono le persone estremamente vulnerabili e possono comportare potenziali esperienze di crisi.

Ad oggi, molte persone stanno vivendo una situazione stressante: è cambiato il modo di lavorare, i ritmi e gli orari sono differenti e le priorità sono diventate altre. Inevitabilmente, all’interno di ogni famiglia si è creata una nuova routine: si è passati da una vita frenetica e ricca di impegni, in cui ogni elemento era incastrato alla perfezione, ad un momento di stop forzato, in cui spesso non si sa cosa fare per riempire la giornata. Questo ha portato ad inventarsi nuove abitudini e creare nuovi rituali: l’organizzazione della giornata e le attività sono cambiate e probabilmente continueranno a rimanere tali anche dopo l’emergenza.

Secondo Schlossberg (Migliorini&Rania, 2008) è possibile prendere in considerazione quattro elementi che possono influire sul modo in cui un soggetto affronta una transizione:

  • la situazione sociale, ambientale e contestuale che si è venuta a creare;
  • il sé individuale, ovvero le caratteristiche personali, sociali e le risorse psicologiche che un soggetto possiede;
  • il sostegno delle altre persone;
  • le strategie di coping, ovvero le modalità di adattamento che il soggetto può mettere in atto.

Inevitabilmente il sistema famiglia è mutato durante l’emergenza, ma il modo in cui è cambiato dipende da come ogni membro affronta la nuova situazione, in base alle proprie caratteristiche e alle risorse in possesso, ma anche in base alle caratteristiche del contesto in cui vive. La famiglia, in questo periodo, non è danneggiata, ma sfidata: mentre alcune famiglie soccombono sotto il peso della crisi e dello stress, altre ne escono rafforzate. Questo potrebbe essere un buon momento per riflettere maggiormente su sé stessi e sulla propria famiglia per far emergere tutte le potenzialità.

Resilienza in famiglia

Uno degli elementi fondamentali potrebbe essere la resilienza, ovvero la capacità di coltivare risorse per andare incontro positivamente ai cambiamenti della vita. La resilienza a livello familiare è legata ai processi relazionali ed è più comprensibile se letta secondo un’ottica ecologica dello sviluppo umano. Le famiglie resilienti rispondono positivamente alle condizioni di stress attraverso modalità che variano a seconda del contesto, del livello di sviluppo, della combinazione interattiva di fattori di rischio e protezione e della prospettiva condivisa come famiglia.

Le variabili cruciali che contribuiscono alla resilienza si possono suddividere in quattro aree (Migliorini&Rania, 2008):

  • Il sistema di credenze famigliari
  • I patterns dell’organizzazione familiare
  • I processi comunicativi
  • La capacità di problem solving

L’adattamento familiare è il risultato più rilevante per la resilienza perché emerge a seguito di una crisi, un periodo di grave perturbazione, che comporta una significativa esposizione al rischio. L’adattamento familiare è stato definito come un processo di ripristino dell’equilibrio tra capacità e richieste a due livelli di transazione: tra i membri della famiglia e l’unità familiare, e tra un’unità familiare e la comunità. Quando la famiglia ha successo in questo processo, si osserva una continua capacità di promuovere lo sviluppo dei singoli membri della famiglia e la volontà di mantenere la propria unità familiare (Patterson, 1988 in Patterson, 2002). La resilienza sarà favorita, dunque, in una famiglia coesa, flessibile, dove c’è una buona comunicazione tra i membri, dove l’espressione delle emozioni è libera e diretta, dove ci sono credenze condivise e un supporto sociale significativo.

Le emergenze famigliari

La famiglia può essere considerata un piccolo gruppo, ma differisce dagli altri perché ha elementi peculiari e specifici sia dal punto di vista emotivo e psicologico, che dal punto di vista socioculturale. Riprendendo gli studi di Lewin, è possibile dire che il gruppo famiglia è molto più della somma delle singole parti, si tratta di un gruppo naturale caratterizzato da un intenso e inevitabile senso di appartenenza. È caratterizzato da una dimensione temporale estremamente significativa: ogni famiglia ha una storia passata che ha ripercussioni sulla storia presente e futura a livello generazionale e del singolo individuo.

All’interno del gruppo famiglia vengono soddisfatti sia i bisogni individuali, come il bisogno di sicurezza, di stima, di autostima, sia i bisogni di gruppo come il senso di appartenenza, la coesione, l’uniformità e la differenziazione. Durante l’emergenza, molti bisogni non sono stati soddisfatti a causa di:

  • Un’insicurezza tra le mura domestiche, dove vive la paura di poter contrarre il virus da un familiare o poter contagiare il genitore anziano o i propri figli;
  • La mancanza di autostima per il senso di impotenza che nasce di fronte ad una malattia senza cura;
  • Un senso di frammentazione dovuto all’incertezza del contesto

Inoltre, durante la quarantena, i confini della famiglia si sono modificati e sono divenuti troppo stretti: niente più interazioni con parenti come nonni, zii, cugini, niente più rapporti con vicini di casa, amici di famiglia, genitori dei compagni di scuola, insegnanti.

L’organizzazione familiare e le relazioni tra i membri e con l’esterno hanno subito un mutamento che ha posto le basi di quella che sarà la famiglia dai prossimi mesi.

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Bibliografia:

  • Camaioni, L., Di Blasio, P. Psicologia dello sviluppo. Bologna, Il Mulino, 2007
  • Gambini, P. Psicologia della famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale. FrancoAngeli, 2007
  • Migliorini, L., Rania, N. Psicologia sociale delle relazioni familiari. Laterza, 2008
  • Patterson, J.M. Integrating Family Resilience and Family Stress Theor, Journal of Marriage and Family 64, (May 2002), pp. 349–360
  • Ugazio, V. Storie permesse storie proibite. Torino, Bollati Boringhieri, 2012
Categorie: stress

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