a cura di Manuela Rossini

L’Istituto Nazionale di Statistica ha definito la pandemia di coronavirus quale shock inimmaginabile sull’economia mondiale. I dati provvisori diffusi dall’Istat il 30 aprile 2020, indicano che i lavoratori con contratto a tempo indeterminato sono stati colpiti duramente dall’emergenza, ma, grazie agli ammortizzatori sociali disposti dal governo e al divieto di licenziamento, sono riusciti a mantenere la loro attività lavorativa.

Ad oggi, l’Inps indica che sono 8 milioni i lavoratori in cassa integrazione: persone che hanno mantenuto il posto di lavoro, ma al contempo penalizzate dal punto di vista retributivo; nel settore pubblico, invece i dipendenti hanno mantenuto il posto di lavoro e continuato a percepire l’usuale quota retributiva.

Per ciò che concerne lo smart working, o lavoro agile, è stato introdotto in Italia nel 2017 ma solo dopo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso primo marzo, si è espanso considerevolmente in quanto ha visto più di un milione di cittadini utilizzare tale modalità lavorativa. Tuttavia molti lavoratori, a causa dell’attuale emergenza, sono rimasti inattivi. Il crollo di disoccupati (i dati registrano -267mila unità in un sol mese) si è riversato per intero nell’area dell’inattività (+301mila), a testimonianza di come chi non ha un lavoro, oggi, non riesca ad ottenerlo e fatichi a reinserirsi nella sfera lavorativa.

Come sostenere i lavoratori?

Senza crescita il mercato del lavoro è destinato a galleggiare e ad andare in sofferenza, ampliando le differenze presenti al suo interno.È doverosa una più approfondita riflessione riguardo la necessità urgente di collocare o ricollocare la forza lavoro, infatti negli ultimi tre mesi l’occupazione è calata di 94mila unità. Ed è qui che bisogna iniziare: mettendo in condizione le aziende di assumere, giovani e senior. La formazione e la riqualificazione professionale saranno, perciò centrali. Servirà formare competenze, anche nuove legate all’evoluzione indotta da Industria 4.0. Molti lavori infatti non ci saranno più, altri cambieranno e nuovi ne nasceranno.(Tucci C., 2020).

Al fine di sostenere i leader ed i lavoratori che hanno subito ingenti perdite ed isolamento si rende necessario attivare misure efficaci per riparare i danni di oggi e per sostenere il futuro delle organizzazioni. L’innovazione e la formazione rappresentano la chiave per ottenere una nuova competitività sul mercato: In questo periodo abbiamo visto molti business fare una vera e propria riconversione non solo di prodotto ma anche di processi digitali e questo può disegnare dei nuovi trend per le professioni più richieste nel futuro – spiega Mariagrazia Bizzarri, responsabile dello sviluppo, della ricompensa e della trasformazione delle persone in NEXI – Le professioni più ricercate richiederanno skill nell’analisi e interpretazione dei dati e dei processi digitali: data specialist, digital marketing e SEO expert, e-commerce specialist, esperti di comunicazione (soprattutto di gestione della crisi), IT developer sono tra i primi lavori che vedranno una ripresa”.

È stato stimato che la disponibilità e la capacità di utilizzare gli strumenti più avanzati ha avuto un impatto decisivo durante l’emergenza: le organizzazioni capaci di organizzare le proprie attività sul web o che hanno saputo sfruttare le svariate soluzioni informatiche sono riuscite a mantenere e talvolta a rafforzare le proprie funzioni produttive.

Quali sono gli investimenti da fare?

Negli ultimi tre mesi l’occupazione è calata di 94mila unità ed è proprio a partire da questo che bisogna ricominciare. Le aziende devono essere messe in condizione di assumere nuovamente personale e la formazione e la riqualificazione professionale saranno centrali in questa prospettiva.

In conclusione, per sostenere l’azienda ed il lavoratore nel processo di perdita e isolamento è necessario agire contemporaneamente su più fronti attraverso l’attuazione di piani in grado di fornire:

  • Prestiti per tamponare i danni creati dall’emergenza improvvisa;
  • Vantaggi fiscali per garantire la possibilità di investimento nell’innovazione e nella riqualificazione delle imprese;
  • Supporto psicologico per gestire l’impatto psicologico dell’emergenza coronavirus.
  • Formazione di competenze relazionali e soft skills necessarie per gestire il lavoro in continua trasformazione
Categorie: Formazione

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